Il piano di Geoscienze

Situazione di partenza e obiettivo finale

Le Scienze Geologiche padovane hanno aderito al Progetto Nazionale Lauree Scientifiche 2014-2017, svolgendo le proprie attività nel triennio scolastico 2015-2018. Pur essendo stata questa la prima esperienza in ambito PLS, si è riusciti a tessere ottimi rapporti con molte scuole superiori del Veneto, coinvolgendole in attività inerenti tre delle quattro azioni proposte dal MIUR. Alcune attività sono state progettate e gestite assieme a enti esterni all’Università ed hanno riscosso un generale apprezzamento da parte delle scuole; per tre anni è stato proposto uno stage estivo multidisciplinare sulle simmetrie, assieme al PLS di Matematica e al PLS di Chimica. In applicazione del progetto 2017-2018, le Scienze Geologiche padovane intendono proseguire nel corso dell’anno scolastico 2018-2019 e della prima parte dell’anno scolastico 2019-2020 l’esperienza acquisita nel triennio passato, coinvolgendo alcune scuole pilota in un paio di grandi progetti da estendere successivamente ad altre scuole. In particolare si vorrebbero continuare i laboratori applicativi già sperimentati nel triennio precedente (rischio idrogeologico e rischio sismico), limitandoli ad alcuni ambienti (ambiente lagunare, ambiente dolomitico o altro), ma affrontando tematiche multidisciplinari che coinvolgano anche i progetti di Biologia e Biotecnologie da una parte e di Scienze Naturali e Scienze e Tecnologie per l’Ambiente dall’altro. Altra continuità col passato progetto riguarderebbe l’organizzazione di microprogetti coinvolgenti non più di un paio di scuole e attività di formazione dirette ai soli insegnanti. Anche queste ultime attività potrebbero essere gestite assieme ad altri progetti rientranti nel progetto 2017-2018, in primis le classi L-13, L-2 ed L-32, ma anche con le altre classi di laurea finanziate, soprattutto, ma non solo, per attività inerenti le azioni 1, 2 e 3. L’esperienza di fattiva collaborazione acquisita con Ordine dei Geologi della Regione Veneto, con la Fondazione Lincei per la Scuola e con ANISN negli anni passati va intensificata e allargata ad altre collaborazioni con enti sia universitari che extra universitari. Anche le attività tendenti alla riduzione degli abbandoni, che non hanno coinvolto le scuole, ma le strutture universitarie collegate al percorso formativo di Scienze Geologiche, saranno sviluppate traendo frutto dall’esperienza degli anni passati, sia in termini di adozione di modalità didattiche innovative che in termini di supporto alle attività di tutorato. I progetti POT di Ateneo non sono ancora stati definiti nei dettagli, ma una sicura cooperazione potrà aver luogo con alcune classi di laurea sia di carattere tecnico-scientifico (ad esempio, con la classe L-7 di Ingegneria Civile ed Ambientale) che di carattere prettamente, anche se non esclusivamente, umanistico (ad esempio, con la classe L-1 di Beni Culturali).

Il progetto sarà di carattere sostanzialmente multidisciplinare e coinvolgerà in una prima fase un numero limitato di scuole pilota, cui potrebbe seguire, a seconda della tipologia di progetto, un allargamento ad altre scuole in coprogettazione e cogestione fra scuole pilota, università ed enti esterni. Il numero di scuole da coinvolgere dipenderà dalla tipologia di laboratorio, dalla distribuzione areale delle scuole partecipanti e dalla disponibilità di altri enti e strutture universitarie o esterne all’Università. Il progetto 2017-2018 tenderà ad incrementare la coprogettazione università-scuole e dovrà essere funzionale alla continuazione negli anni della collaborazione in ambito terza missione, sia che i PLS vengano rifinanziati sia che si debba accedere ad altre fonti di finanziamento.

Attività previste per ciascuna azione

Azione a): Orientamento alle iscrizioni, favorendo l’equilibrio di genere

Trattandosi di un’azione non contemplata esplicitamente nel PLS del triennio 2014-2017, sarà necessario esplorare le strade che possano rendere effettivamente efficace questa parte del progetto. Per prima cosa, saranno vagliate le esperienze di orientamento attivate presso l’Università di Padova, cercando di coinvolgere insegnati delle scuole superiori che, meglio di altri, possono aiutare a definire percorsi utili per l’orientamento all’interno delle singole scuole; in tal senso si ritiene necessario avviare incontri con gli insegnanti a cui affidare una prima fase di orientamento nelle classi, puntando principalmente sugli interessi ed aspirazioni degli studenti. Tale forma di orientamento potrebbe essere effettuata mettendo a punto un questionario da sottoporre agli studenti e da discutere con loro. Altri soggetti che possono intervenire in questa azione sono ANISN e l’Ordine dei Geologi del Veneto. Dal momento che la scelta del corso di studio e le ambizioni professionali future non devono essere influenzate dal genere, per le attività inerenti questa azione si cercherà di dare un segnale tendendo alla parità di genere per studenti, insegnanti ed esperti universitari. Utilissimo sarà il contributo dell’Ordine dei Geologi del Veneto, i cui quadri direttivi contemplano una rappresentanza di genere paritetica. In secondo luogo, saranno avviati i contatti con i progetti POT attivati presso l’Ateneo di Padova, con particolare riferimento alle classi L7 ed L1 (rispettivamente Ingegneria Civile ed Ambientale e Beni Culturali) con cui sono già state avviate attività didattiche e di ricerca congiunte. Le attività potranno essere dettagliate solo nel momento in cui saranno avviati i primi progetti POT presso l’ateneo. Inoltre, per favorire l’equilibrio di genere, si propone un evento interdisciplinare in cui docenti e ricercatrici, professionisti e professioniste delle discipline scientifiche  del Progetto Lauree Scientifiche (ed eventuali altri soggetti collegati) raccontano la loro ricerca o esperienza lavorativa alle studentesse e agli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori. Si potrebbe pensare ad una giornata in cui alternare comunicazioni brevi e confezionate a misura di studente per catturare la loro attenzione attraverso un insieme di narrazioni fatte dagli speaker. L’evento è finalizzato a  sensibilizzare ragazzi e ragazze sul tema, lavorare sulla riduzione del gender gap nelle iscrizioni ai corsi di laurea scientifici, mostrando casi di successo o di insuccesso e contestualmente fare orientamento in entrata. Lo spazio di accoglienza rimane da definire in base alla tipologia di evento e al numero di partner coinvolti: in più potrebbe essere diffuso in streaming con l’idea di raggiungere un pubblico più ampio sia di scuole sia di cittadini, giornalisti o altro interessati al tema. Si potrebbe anche creare  eventuale patrocinio con enti o aziende esterni all’università coerenti con il tema e interessati a un coinvolgimento di qualche tipo

Azione b): Riduzione dei tassi di abbandono

La specificità della classe di laurea L-34, caratterizzata da intense attività sul terreno, implica che per questa azione lo studente sia gradualmente condotto a prendere coscienza dell’importanza di queste attività che, però, sono assolutamente imprescindibili da una adeguata preparazione di base. In tal senso si pensa di riproporre attività sul terreno sin dal primo anno anche in corsi che, tradizionalmente, non prevedevano escursioni, come la mineralogia; si riproporranno escursioni che affrontino in modo semplice, ma efficace non solo problematiche geologiche strettamente connesse alla disciplina interessata, ma anche a discipline che lo studente affronterà negli anni di corso successivi. Una strada da percorrere sarà quella di una serie di attività sul terreno da destinare alle matricole prima ancora dell’avvio dei corsi; tali attività potrebbero coinvolgere quasi tutte le discipline che lo studente si troverà ad affrontare non solo nel triennio, ma anche nel biennio. Palestre efficaci si ritiene possano essere i Colli Euganei e i Monti Berici, ambienti dove lo studente potrà prendere contatto con le discipline mineralogiche, petrografiche, stratigrafiche, paleontologiche, geologico-strutturali, per concludere poi con gli aspetti applicativi ed ambientali (frane, cave) e il fattore antropico nel dissesto idrogeologico.  Utili possono essere gli incontri con docenti universitari che abbiano frequentato appositi stage inerenti l’innovazione delle metodologie di insegnamento. Una ulteriore attività, strettamente connessa a singoli insegnamenti del primo anno, sarà una verifica periodica del grado di apprendimento da parte delle matricole, non tramite prove in itinere, ma tramite  sintetici questionari da somministrare al di fuori dell’orario delle lezioni e da discutere successivamente; questi interventi dovrebbero avere una cadenza almeno quindicinale, meglio se settimanale e potrebbero essere effettuati on line, coinvolgendo anche esperti esterni all’ambito universitario, sempre in collegamento con le attività di tutorato.

Azione c): Formazione, supporto e monitoraggio delle attività dei tutor

Le attività previste per questa azione, nuova nel quadro del PLS, sono state comunque perseguite, seppure in parte, anche nel triennio passato, nelle attività connesse all’azione di riduzione dei tassi di abbandono (azione 2 del PLS 2017-2018).  Continuerà in tal senso la forte connessione con le attività tutor junior finanziate dall’Ateneo, tesa ad individuare per ciascuna disciplina le modalità più efficaci di intervento, prendendo in considerazione il livello di preparazione di base degli studenti, la numerosità degli studenti che usufruiscono del tutorato nelle singole materie, l’impegno giornaliero delle matricole a lezione. I tutor dedicati alle singole discipline saranno costantemente in contatto sia col titolare del corso che col referente di corso di laurea per il tutorato, ma anche col referente locale PLS. I tutor e i docenti delle singole discipline avranno a disposizione tutte le informazioni inerenti le attività di contrasto dell’abbandono che sono state oggetto dell’esperienza dei singoli atenei nel triennio passato.

Azione d): Laboratorio per l’insegnamento delle scienze di base

I laboratori PLS per l’insegnamento delle scienze di base saranno di due differenti tipologie.

La prima tipologia si riferisce a laboratori complessi, rivolti a più scuole, che prevedono una coprogettazione con gli insegnanti. In una prima fase le attività saranno dirette ad un numero limitato di scuole e consisteranno in attività seminariali da effettuare presso gli istituti ed in attività di laboratorio da svilupparsi sia sul terreno che presso le strutture dipartimentali. La seconda fase prevede l’allargamento del laboratorio ad altre scuole e sarà condotta da una selezione di studenti ed insegnanti delle scuole, sotto la supervisione degli esperti universitari ed extra universitari. Vista la complessità di questi laboratori ed il poco tempo a disposizione, si ritiene di attivare non più di un paio di laboratori di questa tipologia, proponendo come ambienti di studio l’ambiente lagunare e l’ambiente dei Colli Euganei. La prima fase dovrebbe coinvolgere non più di 2-3 scuole pilota per ciascun progetto, ciascuna delle quali potrebbe successivamente applicare la seconda fase ad altre scuole, coinvolgendo in totale una decina di scuole. La prima fase dovrebbe iniziare fra gennaio e febbraio 2019, per concludersi ad aprile 2019; la seconda fase sarà avviata immediatamente dopo e dovrà concludersi entro fine ottobre 2019. Tali progetti saranno interdisciplinari e coinvolgeranno anche progetti di altre classi di laurea finanziati. La seconda tipologia di progetto si riferisce ad attività dirette al massimo ad un paio di scuole del medesimo ambito territoriale e saranno tematiche e mono- o multidisciplinari. Un esempio potrebbe essere il progetto di studio dei materiali utilizzati per l’edificazione di una città (geologia urbana), coinvolgendo anche esperti di ambito umanistico (storia dell’arte, architettura, archeologia, ingegneria civile e ambientale), come previsto dall’azione 1. Altra attività potrebbe riguardare la sistemazione di collezioni giacenti presso le scuole. Anche per i microprogetti la linea che si intende seguire è quella della multidisciplinarità. Una ulteriore attività da proporre alle scuole sarà uno stage estivo diretto ad una selezione di studenti (al massimo 50 studenti, non più di due per scuola). Lo stage potrà essere monotematico, ad esempio un laboratorio di ottica cristallografica con utilizzo di microscopi a luce polarizzata presso le aule attrezzate del Dipartimento di Geoscienze, o multidisciplinare, come lo stage sulle simmetrie proposto negli anni passati congiuntamente da Geoscienze, Scienze Chimiche e Matematica, con l’ampliamento alle Scienze Naturali e Biologiche. Molte attività richiederanno il supporto di Musei sia di ateneo (CAM) che civici, i quali potranno sviluppare i laboratori didattici che costituiscono uno dei loro compiti istituzionali, facendoli rientrare nella progettualità PLS. In questo quadro, potrebbero essere organizzati incontri con conservatori di musei sia civici che del CAM per illustrare come si organizza un museo e quali sono le molteplici attività che vi si svolgono, che vanno ben oltre la semplice organizzazione delle visite ai reperti custoditi. Anche altre attività, come i progetti di risistemazione di collezioni didattiche giacenti nelle scuole o le attività di laboratorio sul terreno, potranno essere supportate dai musei civici, che seguiranno le scuole del territorio, e dai musei dell’ateneo di Padova, sotto la guida del personale del CAM e dell’Orto Botanico.

Azione e): Attività didattiche di autovalutazione

I laboratori PLS per l’insegnamento delle scienze di base saranno di due differenti tipologie.

Ogni attività connessa all’azione d si concluderà con una autovalutazione per mezzo della quale lo studente dovrà tentare di confrontare il proprio interesse e il grado di competenza acquisito negli argomenti oggetto del laboratorio. Questa fase di autovalutazione dovrà consistere in un test relativo ai principali argomenti trattati, commentandone gli esiti insieme; nel caso di numeri piccoli, potrebbe essere affiancato al test un colloquio con gli studenti che hanno partecipato al laboratorio per saggiare non solo il grado di competenza acquisito, ma anche la capacità di trasmettere le conoscenze a terzi. Un ulteriore processo di autovalutazione consisterà nello stimolare lo studente a mettere a confronto quanto appreso nelle aule scolastiche, seguendo il programma curriculare della materia e studiando sul libro di testo, e quanto appreso durante lo svolgimento del laboratorio, in modo che possa percepire il grado di arricchimento culturale acquisito. Molto importante sarà il test di autovalutazione per i laboratori gestiti da più discipline PLS, per i quali si cercherà di stimolare lo studente a  trattare gli argomenti appresi in modo multidisciplinare.

Le attività di autovalutazione associata a test on-line potranno sfruttare anche moduli Google condivisi, che i docenti delle scuole superiori utilizzano di frequente. L’analisi delle risposte è semplificata se si uniformano le procedure di somministrazione del test, come sperimentato nell’ambito del PLS di Biologia e Biotecnologie. Il test on-line permetterà di raggiungere una platea molto ampia di studenti, offrendo lo spunto per discutere insieme ai docenti le procedure di accesso ai corsi di laurea universitari. Inoltre saranno utilizzati e opportunamente adeguati i test on-line che l’Università di Trento ha reso disponibili: https://sites.google.com/g.unitn.it/autovalutazione.

 

Azione d): Formazione insegnanti

Per tutte le attività previste dall’azione d (laboratorio per l’insegnamento delle scienze di base) saranno attivati percorsi paralleli rivolti agli insegnanti delle scuole; questi percorsi avranno il duplice scopo di formare e aggiornare i docenti e di renderli successivamente parte attiva nello sviluppo delle attività di laboratorio PLS rivolte ai loro studenti e agli studenti e insegnanti di altre classi e/o scuole. Sarà organizzata anche una attività di formazione diretta ad insegnanti su uno o più temi che possano essere sviluppati interdisciplinarmente, con l’ausilio anche di associazioni ed enti extra universitari. Un esempio potrebbe essere un corso di perfezionamento sull’ambiente dolomitico da svilupparsi sia con una giornata seminariale che con una giornata sul terreno. Una attività di questo tipo coinvolgerebbe non solo gli esperti delle varie discipline, ma anche strutture extra universitarie (musei civici, Fondazione Lincei per la Scuola, ANISN); in particolare, il contributo di ANISN permetterebbe di ottemperare a quanto definito dalle linee guida ministeriali, per cui la formazione dei docenti si realizza pienamente se pensata come un’attività progettata e gestita con gli insegnanti stessi. Per questo motivo verranno individuati e contattati insegnanti che abbiano conoscenze sufficientemente approfondite dell’ambiente dolomitico, con cui gestire l’intera attività di formazione degli insegnanti partecipanti al progetto. Sarà organizzata una rete di insegnanti che abbia come scopo la disseminazione delle conoscenze acquisite nell’ambito del progetto e il potenziamento delle abilità didattiche nelle discipline affrontate nel corso delle attività; per il raggiungimento dello scopo, centrale diventa il ruolo delle associazioni di insegnanti di Scienze Naturali.