Il piano di Chimica

Situazione iniziale e collegamenti con il PLS precedente1
Nel periodo 2005-2013, il PLS ha contribuito a contrastare efficacemente la crisi di vocazioni in ambito chimico. In questi anni, lo scenario di riferimento ha però subito cambiamenti: dal 2013, sempre più CdS hanno introdotto il numero programmato; meno del 25% degli studenti iscritti a un CdS L-27 supera il 1° anno con più di 39 CFU. Alla luce di ciò, le azioni proposte nel piano nazionale approvato, al quale hanno deciso di partecipano tutte le 32 sedi dove è presente un CdS della classe L-27 prevedono, accanto alle tradizionali attività di orientamento studenti e formazione insegnanti mediante attività di laboratorio co-progettate, anche il completamento del “percorso” dello studente che vuole affrontare con successo gli studi universitari in ambito chimico. Sono inserite due nuove tipologie di azioni: le attività di autovalutazione e recupero; l’elaborazione di strumenti e metodologie innovative per la riduzione degli abbandoni universitari e il miglioramento delle carriere degli studenti.

Nel triennio 2010/13, in tutte le 32 sedi sono stati realizzati laboratori PLS (5000 stud./anno, 480 insegn./anno, 50% spese), laboratori (8000 stud./anno, 250 insegn./anno, 20% delle spese), attività di formazione insegnanti e altre attività di orientamento (7000 stud./anno, 100 insegn./anno, 30% spese) e coinvolgendo circa 800 scuole/anno. Nelle attività trasversali, le esperienze didattiche prodotte sono state raccolte nel sito http://www.pls.chim.it/ e, in collaborazione con Federchimica, sono stati prodotti materiali di carattere informativo/divulgativo, utilizzati dalle sedi nelle loro attività. Le immatricolazione sono passate da 1850 (a.a 2003/04) a 3750 (a.a. 2011/12). Dal 2013, l’introduzione del numero programmato ha portato una flessione nelle immatricolazioni (3250, a.a. 2014/15).

1 Da PLS Progetto Nazionale di Chimica, approvato il 2 marzo 2016.

Le quattro azioni

Le azioni previste nel piano, in accordo con le linee guida, sono quattro:

a) Laboratori rivolti a studenti della Scuola (con la collaborazione dei docenti) di orientamento verso le discipline universitarie
b) Autovalutazione–Orientamento attraverso attività didattiche nella Scuola per migliorare la preparazione degli studenti relativamente alle conoscenze richieste dall’Università nel primo biennio dei corsi di studio scientifici
c) Formazione Insegnanti: formazione continua degli insegnanti scolastici di ultimo triennio basata sulla condivisione di competenze acquisite nella prassi quotidiana e conoscenze delle nuove tecnologie didattiche al fine di incrementare la crescita professionale
d) Riduzione Tasso di Abbandono tra primo e secondo anno di Università attraverso l’innovazione degli strumenti e delle metodologie didattiche universitarie + una efficace azione di orientamento in ingresso che margini le false vocazioni e promuova scelte oculate e motivate.